L'informazione rotariana

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Sabato 15 dicembre 2018 si è tenuta al Teatro Eden la rappresentazione di "Winter Wonder Land" con l'Orchestra Giovanile La Réjouissance e il Coro Doremissimi & Growin'up Singers in favore dell'ONLUS Sogni. Teatro tutto esaurito e pubblico entusiasta.

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 ASSOCIAZIONE SOGNI ONLUS

L’Associazione Sogni Onlus, fondata da Rudi Zanatta, nasce con lo scopo di realizzare piccoli e grandi sogni di bambini e ragazzi con gravi malattie oncologiche, ricoverati presso i padiglioni di oncologia pediatrica.
Quali sono questi sogni? Quelli di tutti noi: un viaggio, in un posto come Gardaland o Disneyland ad esempio, oppure poter assistere allo stadio alla partita di calcio della propria squadra del cuore e magari alla fine della partita conoscere di persona il calciatore nostro idolo; assistere ad un concerto dal vivo del proprio cantante preferito, poterlo avvicinare e stringergli la mano. Se ne potrebbe fare un elenco lunghissimo, che per trasformarsi in realtà necessita però di contributi importanti, siano questi di tempo o di denaro.

“SIAMO FATTI ANCHE NOI DELLA MATERIA DI CUI SON FATTI I SOGNI”; FACCIAMO IN MODO CHE RIMANGA DI NOI QUALCHE SEGNO CONCRETO.

informazione CopiaL’INFORMAZIONE ROTARIANA

a cura di G. Pegoraro

 A CHI OCCORRE

L’INFORMAZIONE ROTARIANA? A noi tutti, Soci nuovi e Soci anziani, perché è il fondamento che sorregge i Rotariani e i Rotary Club.

Entrambi crollerebbero se non ci fosse alla base una solida informazione rotariana. Cerchiamo quindi di arricchircene tutte le volte che ne abbiamo l’occasione. Ogni Rotariano deve essere bene informato: sugli ideali e sull’attività del Rotarye sulle responsabilità e sui privilegi morali che il farne parte comporta. L’informazione, pertanto, è il presupposto indispensabile per l’azione rotariana, ma anche un preciso dovere per ognuno di noi. Conoscere meglio il Rotary è anche condizione necessaria per farlo meglio conoscere presso l’opinione pubblica.

LA NASCITA DEL ROTARY

Il 23 febbraio ‘05 il Rotary compiuto 100 anni di esistenza, e questa ricorrenza è stata con solennità, celebrata a Chicago, in occasione dell’annuale Congresso generale, come pure in tutti i Club del mondo. Non sarà male, pertanto, cogliere questa occasione per rievocare l'idea ispiratrice, l'origine e lo sviluppo dell'Associazione durante questo secolo, in cui ha saputo affermarsi come la più grande associazione mondiale operante alla più chiara luce del soleper il beneficio, non dei propri associati, ma della comunità; anzi chiedendo ai soci di cercare sempre più di perfezionare la propria attività, per essere in grado di meglio servire gli altri. E la caratteristica principaleche distingue il Rotary dalla gran parte delle altre associazioni esistenti è appunto questa: che la sua attività non è volta a soddisfare aspirazioni egoistiche proprie o dei singoli associati, ma a compiere disinteressatamente opere di bene che ridondino a vantaggio della società.

LE ORIGINI

Il Rotary è nato a Chicago nel 1905 per opera di Paolo Harris, avvocato, il quale, però, ne aveva avuto l'ispirazione circa cinque anni prima. E poiché egli ha scritto un libro autobiografico: The founder of Rotary, è interessante apprendere da lui quale fu l'incentivo, il fatto occasionale che gli fece sorgere nella mente l'idea di creare un mezzo: per la coltivazione dell'amicizia, per lo scambio di esperienze personali, per lo sviluppo delle conoscenze. “Durante l'estate del 1900 - narra Paul Harris – fui invitato a pranzo da un mio amico avvocato che abitava in Rogers Park. Dopo il pranzo egli mi condusse a fare una passeggiata, durante la quale mi fece visitare parecchi negozi, presentandomi ai proprietari, dei quali egli era amico. Rimasi profondamente impressionato dal numero di amicizie che il mio ospite aveva potuto formarsi, mentre io, capitato solo e sconosciuto a Chicago, ne avevo così poche. I miei clienti potevo considerarli amici, sì,ma non più di quel tanto che bastasse per lo svolgimento dei nostri rapporti d'affariEssi, insomma non costituivano per me delle vere amicizie, ma delle semplici conoscenze occasionaliE mi domandai per quale ragione non sarebbe stato possibile trasformare queste semplici relazioni d'affari, in relazioni di amicizia, se non con tutti i miei clienti, almeno con alcuni di loroFu così che concepii l'idea di riunire, col vincolo dell'amicizia,un gruppo di uomini d'affari. Dopo pensai che sarebbe stato un beneficio per tutti, allo scopo di favorire la comprensione reciproca, se ciascun membro di questo gruppo fosse stato l'esclusivo rappresentante della propria attività.Decisi di attuare la mia idea, pur senza sapere dove trovare gli aderenti. Su un punto non ero disposto a transigere essi dovevano coltivare il sentimento dell’amicizia. Parlai della cosa ai miei clienti Silvestro Schiele, commerciante in carboni,e Gustavo Loehr, ingegnere minerario, i quali sin dal primo momento accolsero l'idea con piacere. Erano uomini molto affabili e si lasciavano avvicinare facilmente. Nel loro passato vi erano molti punti di contatto che li predisponevano alla simpatia scambievole e li inducevano a credere che si sarebbero compresi l'un l'altro. Entrambi erano venuti a Chicago da piccoli paesi. Schiele da Clay City (Indiana), e Loehr da Carlinville (Illinois), ed avevano lavorato indefessamente, senza l'aiuto di alcuno, per formarsi una discreta posizione a Chicago. La sera del 23 febbraio 1905 ci riunimmo presso l'ufficio di Loehr, ingegnere minerario, col quale avevo cenato in un ristorante italiano. Il commerciante di carboni, Schiele, in seguito a precedenti intese, aveva invitato un suo amico, Hiram Shorey, negoziante di tessuti, nativo del villaggio di Litchfield, nello Stato di Maine, al quale precedentemente mi aveva presentato. La riunione riuscì molto animata: ognuno di noi parlò della propria vita, della propria attività, delle proprie esperienze personali, interessando grandemente gli altri. Dopo esposi le linee generali del mio piano, che fu accettato da tutti. Così tornammo a riunirci altre volte, ma irregolarmente, dandoci appuntamento la sera, ora presso l’uno, ora presso l’altro di noi.

GLI SCOPI, IL MOTTO

Solo molto tempo dopo la creazione del primo Rotary Club, si cominciò a pensare e a stabilirequali avrebbero dovuto essere i suoi scopi precisiA Seattle, Robert Roy Denny, che aveva fondato il Rotary Club di quella città, un giorno pregava un collega, James Pinkham, di accettare di succedergli nella presidenza del ClubIl Pinkham esitò, non essendo ancora convinto degli scopi della nuova associazioneQuale era, infatti, l'ideale verso cui questi uomini di diversa attività dovevano tendere? Certo, esso doveva essere qualche cosa di più della pura amicizia, qualche cosa di più nobile dell'aiuto scambievole. Quale, dunque, doveva essere? Egli comunicò il suo pensiero, dopo molte riflessioni, in un discorso col quale dichiarava di accettare la presidenza del Club. Il vero ideale dei rotariani, egli sostenne, doveva essere il «servizio disinteressato». Su queste basi si addivenne a una dichiarazione di principi,  che furono adottati dal Club di Seattle, e che il Congresso di Portland (Oregon), nel 1911, estese a quella che allora si chiamava “Associazione Nazionale dei Rotary Club”.

 

 

Sede del Club

La segreteria del Rotary Club Treviso si trova in Largo di Porta Altinia 22-23 (Tv), è aperta nei seguenti orari: MARTEDI’ 16.00 – 19.00 - GIOVEDI' 16.00 – 19.00 Per informazioni:  rotarytreviso@libero.it

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