I CAMBIAMENTI CLIMATICI: SCENARI, IMPATTI, SOLUZIONI, OPPORTUNITÀ

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IMG 0433Che il clima sia cambiato e stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. Il termometro della temperatura media globale segna valori in crescita da ormai più di cent'anni e gli impatti dl clima che cambia stanno diventando concreta realtà.osserviamo con sempre maggior frequenza eventi estremi come gli uragani negli Stati Uniti e nelle Filippine, la siccità in Iraq, in California o in Brasile, le piogge intense e disastrose in Francia o in Italia. Non si tratta di eventi sorprendenti o mai accaduti, ma il cambiamento climatico li ha trasformati da eventi rari a situazioni da affrontare quasi con regolarità. 

E i danni sono sotto gli occhi di tutti. L'uragano Sandy, in poche ore, distrusse nel 2012 il 9% del PIL dello stato del  New Jersey e il 4,5 del PIL dello stato di New York. Peggio di una crisi economica durata cinque anni. Oppure basta pensare agli enormi danni alle produzioni agricole nel sud degli stati uniti, o in Russia, o nell'Africa Sub Sahariana, generati da lunghi periodi di siccità. O alla perdita della superficie dei ghiacci dell'Artico, in soli dieci anni ridottasi del 75%. Alla fine della scorsa estate, rimaneva un quarto del ghiaccio che solo dieci anni prima copriva la calotta artica.IMG 0431

Quali sono le origini del cambiamento climatico? Quali sono le sue conseguenze, quelle che già osserviamo e quelle alle quali ci dovremo adattare? Siamo ancora in  grado di controllare i cambiamenti climatici in corso, almeno parzialmente? E cosa si potrebbe fare, in tempi rapidi e senza penalizzare troppo la nostra crescita economica? E' solo sull'innovazione tecnologica che dobbiamo puntare? In che modo affrontare il cambiamento climatico può aiutarci a migliorare i sistemi economici per renderli più sostenibili ed inclusivi, per ridurre lo spreco di risorse e le disuguaglianze?

Bisogna che ci rendiamo conto che il cambiamento climatico è il più importente dei problemi economici a cui dobbiamo far fronte. Più della disoccupazione e delle crisi monetarie. Più della recessione e della sostenibilità dei nostri sistemi pensionistici. Il più importante dei problemi economici, non un problema ambientale. Ciò che il cambiamento climatico minaccia non sono soltanto gli ecosistemi terrestri o le barriere coralline, ma soprattutto la stabilità dei nostri sistemi economici, il benessere delle uture generazioni, la loro stessa esistenza in vita in alcune regioni del mondo.

La consapevolezza che il cambiamento climatico non è (solo) un problema ambientale spiana la via a un successivo passo logico: è solo attraverso una decisa azione a livello economico, nuove strategie di investimento nel settore energetico, nuove politiche infrastrutturali e un nuovo modello di sviluppo sostenibile che si può affrontare il cambiamento climatico in corso. Sapendo che una visione catastrofista certamente non aiuta.IMG 0424

Siamo di fronte a grandi rischi per la popolazione umana su questo pianeta. E di fronte a un gran rischio, qualsiasi persona ragionevole, da un lato, modifica i propri comportamenti, diventa più prudente ed evita azioni che rendano quel rischio più probabile, dall'altro, si assicura e costruisce una rete di protezione nel caso in cui quel rischio si concretizziin un evento catastrofico.

Ciò di cui abbiamo bisogno è una grande azione collettiva - non basta una singola impresa o in singolo Paese - che imiti il comportamento di una qualsiasi persona ragionevole.

Da un lato è necessario cambiare i nostri comportamenti di consumo e i nostri sistemi produttivi, in particolare in campo energetico, per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, principale causa del cambiamento climatico. Dall'altro dobbiamo costruire quelle infrastrutture e sviluppare quelle tecnologie che ci difendano dagli impatti dei cambiamenti del clima.

Le conseguenze del clima che cambia rappresentano sicuramente un problema ambientale e sociale, ma costituiscono soprattutto una fondamentale questione economica, che pervade ogni possibile decisione di governi, istituzionie imprese.

Controllare il clima che cambia significa orientare oggi, con urgenza, investimenti per lo sviluppo sostenibile e inclusivo. Non servono molte spese aggiuntive: serve soprattutto ridirezionare quelle già messe in piano, in modo che tengano conto della minaccia del cambiamento climatico.

 A livello mondiale, circa 1,5 trilioni di dollari sono investiti ogni anno per garantire/aumentare l'offerta energetica (circa la metà destinati a sostituire impianti esistenti). A questi si sommano altri circa 4 trilioni di dollari investiti in infrastrutture urbane, in agricoltura e gestione del suolo e delle foreste. Sarebbe sufficiente che  imprese e governi spendessero meglio, con maggior attenzione agli impatti futuri delle loro scelte, questi 5-6 trilioni di dollari all'anno.

Si può dimostrare che investire in modo da controllare il cambiamento climatico è economicamente conveniente rispetto alle spese che dovremo sostenere se, ignorando o rimandando il problema, ci dovessimotrovare, tra non più di qualche decennio, in un mondo più pericoloso, con danni da eventi metereologici estremi sempre più frequenti e dalle risorse naturali sempre più scarse.

Quello dei cambiamenti climatici non è più un argomento di nicchia, racchiuso tra le pareti della comunità scientifica che ne studia le cause e ne prevede gli impatti. Sta diventando una preoccupazione comune. La sensibilità al tema è sempre più diffusa ed è sintomo e allo stesso tempo origine di nuovi modi di comunicare il clima che cambia, le rivoluzioni globali che dovremo affrontare e le possibili vie per farlo al meglio.

 

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