LETTERA DEL MESE DI GENNAIO - GOVERNATORE MASSIMO BALLOTTA

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Care amiche e cari amici,

prima di condividere con voi qualche riflessione sul mese che il Rotary dedica all’azione professionale, desideravo rinnovare i migliori e più affettuosi auspici per un anno nuovo che si propone di essere “importante” come da sempre lo sono li anni che iniziano un decennio. BUON ANNO a voi e ai vostri familiari e a coloro che vi sono vicini nell'ambiente in cui vivete tutti i giorni.
Il Rotary ci chiede capacità di leadership: i tanti tentativi di definirla non prescindono da una certezza che implica e significa che ogni rotariano deve esprimere al meglio le sue qualità professionali per rispondere alle esi enze della societ , a maggior ragione quando le condizioni socio-economiche del Paese sono segnate dal perdurare di una situazione di crisi. Servire, dunque, deve essere il nostro impegno. Seppur sia importante partecipare alle conviviali del Club o indossare il pin, vi chiedo di realizzare lo scopo per il quale siamo tutti nel Rotary: essere di servizio, per promuovere cambiamenti positivi nelle comunità vicine e in quelle lontane. Servire è fare Rotary: con la propria professionalità e con dedizione soprattutto esprimere il proprio sapere le proprie capacit speci che, dare pienezza e valore al nostro a ire in o ni momento della nostra vita professionale, secondo canoni di correttezza e rettitudine, oltre che di disinteresse personale.
Mentre raccoglievo le idee “sull’azione professionale” mi sono trovato a riflettere su di un passaggio della lettera mensile del Presidente Mark Maloney che cita: “...persone di tutte le parti del mondo hanno molte ra ioni per affiliarsi al Rotary. Molti Rotariani si affiliano a un club, ogni anno, per lo stesso motivo per cui l'ho fatto io: perché il Rotary è un ottimo modo per progredire nel lavoro. Quando ero un giovane procuratore alle prime armi, in Alabama, Gay e io siamo diventati soci dello studio legale di suo padre. E lui ci ha instillato il valore dell'affiliazione al Rotary come un modo per costruire relazioni e dimostrare ai potenziali clienti che eravamo professionisti seri e saldamente ancorati a valori più rigorosi di
quelli che esige la nostra professione ...” In queste parole ritrovo quanto campeggia sulla Charta costitutiva di ogni club in alto a destra della nostra ruota: “he profits most, who serves best ” (chi serve me lio ha pi profitto) che rappresenta il primo motto del Rotary International approvato nel 1911 durante la Convention di Portland. Nel 1950 a Detroit si aggiunse il più conosciuto ”Service above self” e rimasero due i motti fino al 1989, quando il Consiglio di Legislazione stabilì che il motto ufficiale sarebbe stato “ Service above self” ( Servire al di
sopra dei nostri interessi personali) poiché in modo conciso spiegava meglio la filosofia del servizio. Il Rotary stato fondato sulle ure professionali della società ed proprio una delle nostre caratteristiche di rotariani essere “professionali”. La pluralità delle cate orie del resto strettamente correlata all’Azione professionale. Noi rappresentiamo nel Rotary le nostre professioni, ma nello stesso tempo rappresentiamo il Rotary con le nostre professioni. Tutti noi dobbiamo mettere a disposizione le nostre competenze professionali, non solo del club e del Rotary, ma anche a favore della comunità con i nostri service. a caratteristica principale del Rotary quella di essere un’associazione di servizio e non di beneficienza. In quest’ottica il principale modo di servire quello di mettere la propria professionalità al servizio dei bisogni del mondo in cui viviamo.
 In queste riflessioni le parole di Maloney “... il Rotary un ottimo modo per progredire nel lavoro” potrebbero stridere con il senso che diamo al nostro “servire al di sopra di o ni interesse personale” anche se penso che il segreto del successo del Rotary fino a qualche anno fa sia stata proprio questa convinzione, purché mediata dal CODICE DEONTOLOGICO DEL ROTARY che fornisce un indirizzo, insieme alla Prova delle Quattro Domande, per il comportamento etico da tenere per tutti i Rotariani
nelle loro attività professionali. In modo particolare c’ chiesto di agire con integrità e secondo i più elevati standard etici, sia nella vita personale sia professionale, applicare i principi di correttezza in tutti i rapporti con gli altri e trattare le persone e l’occupazione da loro svolta con il dovuto rispetto, mettere le competenze professionali a disposizione dei giovani, assistere le persone particolarmente bisognose e migliorare la qualità della vita nella comunità e nel mondo e, soprattutto, evitare comportamenti che possono recare danno o
discredito nei confronti del Rotary o dei colleghi Rotariani. Servire, quindi, è il nostro obiettivo, nei modi e nei tempi che ci sono più congeniali; non saranno certo le occasioni che ci mancheranno perchè essere rotariani significa non solo cogliere le occasioni “evidenti” ma saper cercare e addirittura creare le occasioni. a storia del Rotary intessuta da esempi di
rotariani che hanno saputo, e sanno, sacrificare se stessi, offrire il loro tempo, le proprie vacanze, per andare incontro alle esi enze dei tanti che hanno bisogno e necessità .
Oggi c’è bisogno di rotariani veri e consapevoli, che possano rendersi testimoni, con i loro comportamenti corretti, della possibilità di migliorare la società in cui viviamo. E non esiste un modo migliore per garantire questo risultato se non quello di coinvolgere i nostri giovani. Ai giovani dobbiamo trasmettere il nostro sapere e i nostri valori, evitando tentazioni o inclinazioni paternalistiche, che portano, inevitabilmente, a ripulse e ad allontanamenti. Con un linguaggio che sa sempre farsi capire: l'esempio. Solo così possiamo favorire le condizioni che ci permettono di parlare al nostro presente più che al nostro futuro.
Con l'augurio, che voglio ancora rinnovare, che il nostro Rotary sia sempre “il posto migliore dove si possa stare tutti insieme”.
Una stretta di mano e ... viva il Rotary
Massimo

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